Vivere con un Pacemaker o un Defibrillatore: Una Guida Completa
Gli avanzi tecnologici degli ultimi anni hanno reso possibile una vita normale e soddisfacente per i portatori di dispositivi cardiaci impiantabili. Questo articolo offre una panoramica completa su come affrontare la quotidianità con un pacemaker o un defibrillatore, dalle attività fisiche consentite ai controlli periodici, fino alle piccole accortezze che possono fare la differenza nella qualità della vita.
Cosa sono e come funzionano i dispositivi cardiaci impiantabili
Pacemaker: il regolatore del battito cardiaco
Il pacemaker è un dispositivo elettronico miniaturizzato, poco più grande di una moneta da 2 euro, progettato per curare le bradiaritmie. Il nostro cuore possiede un sistema di conduzione naturale che genera e diffonde l’impulso elettrico necessario per la contrazione cardiaca. Quando questo sistema non funziona correttamente, il cuore può rallentare pericolosamente o addirittura fermarsi.
Il pacemaker monitora costantemente l’attività cardiaca e, quando rileva un rallentamento patologico, invia impulsi elettrici che stimolano il cuore a battere regolarmente, sostituendosi all’impianto elettrico naturale difettoso.
Defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD): il salvavita
Il defibrillatore cardiaco impiantabile, noto anche come ICD, è un dispositivo delle dimensioni di un piccolo orologio da taschino che, oltre a poter svolgere le funzioni di un pacemaker, è in grado di riconoscere e trattare le aritmie pericolose che possono portare all’arresto cardiaco. Quando il dispositivo rileva un’aritmia potenzialmente letale, eroga una scarica elettrica che riporta il ritmo cardiaco alla normalità, prevenendo la morte improvvisa.
Esistono anche defibrillatori speciali, come i CRT-D (defibrillatori per la terapia di resincronizzazione cardiaca), che combinano la funzione di defibrillatore con quella di resincronizzazione cardiaca, particolarmente utili per i pazienti con scompenso cardiaco.
La vita quotidiana con un dispositivo cardiaco
Attività fisiche e sportive
Grazie ai progressi tecnologici, i portatori di pacemaker o defibrillatore possono condurre una vita praticamente normale. Tuttavia, ci sono alcune precauzioni da considerare, specialmente per quanto riguarda le attività fisiche:
- Attività consentite: La maggior parte delle attività ricreative moderate è permessa, come camminare, nuotare (senza immersioni profonde), andare in bicicletta e attività aerobiche leggere.
- Attività da evitare: Sono sconsigliate le scalate in montagna, gli sport di contatto (arti marziali, sport collettivi), attività con rischio di cadute e le immersioni subacquee con bombole. Durante alcuni sport come il tennis o il golf, movimenti specifici come il “servizio” o lo “swing” potrebbero risultare problematici.
In vacanza: mare e montagna
Il portatore di pacemaker o defibrillatore può godersi tranquillamente una vacanza al mare o in montagna, con alcune semplici accortezze:
- Al mare: È possibile crogiolarsi al sole, ma è consigliabile proteggere con un asciugamano la zona dove si trova il dispositivo per evitare che il metallo si surriscaldi causando irritazioni cutanee.
- In montagna: Sebbene le escursioni in montagna siano generalmente consentite, sono sconsigliate le arrampicate impegnative e le attività ad alta quota possono essere controindicate per alcuni pazienti.
Guidare con un dispositivo cardiaco
Le limitazioni alla guida variano a seconda del tipo di dispositivo e del tempo trascorso dall’impianto:
- Portatori di pacemaker: Hanno limitazioni alla guida solo nei primi giorni dopo l’impianto. In particolare, i pazienti pacemaker-dipendenti non possono guidare per uso privato per la prima settimana e per scopi professionali per il primo mese dopo l’intervento.
- Portatori di defibrillatore (ICD): Le restrizioni sono più significative, poiché il rischio di aritmie pericolose durante la guida è maggiore. Esistono specifiche normative che regolano la guida per questi pazienti, differenziate per l’uso privato e professionale.
È importante consultare il proprio medico e conoscere le normative vigenti per evitare problemi legali o assicurativi.
Precauzioni e situazioni da monitorare
Interferenze elettromagnetiche
I dispositivi elettronici moderni sono ben schermati contro la maggior parte delle interferenze, ma alcune precauzioni rimangono valide:
- Aeroporti: È consigliabile evitare il controllo con metal detector, portando sempre con sé il documento che attesta la condizione di portatore di dispositivo cardiaco.
- Elettrodomestici: Bisogna prestare attenzione alle piastre a induzione in cucina, mentre non ci sono problemi con altri elettrodomestici comuni.
- Risonanza magnetica: Tradizionalmente controindicata, oggi esistono molti dispositivi compatibili con la risonanza magnetica, ma è sempre necessario informare il personale medico della presenza dell’impianto.
Controlli e follow-up
Monitoraggio regolare del dispositivo
Dopo l’impianto, i dispositivi cardiaci richiedono controlli periodici per verificarne il corretto funzionamento e apportare eventuali regolazioni:
- I controlli vengono effettuati da un elettrofisiologo, che usa un computer specifico per interrogare il dispositivo7.
- Molti dispositivi moderni sono dotati di sistemi di telecontrollo che permettono di trasmettere dati a distanza, riducendo la necessità di recarsi frequentemente in ospedale.
- Durante i controlli vengono verificati parametri come la durata della batteria, la funzionalità degli elettrocateteri e la presenza di eventuali aritmie registrate dal dispositivo.
Sostituzione del dispositivo
Un aspetto importante della vita con un dispositivo cardiaco è la consapevolezza che, prima o poi, sarà necessaria la sostituzione del generatore per esaurimento della batteria:
- La durata della batteria varia generalmente tra i 5 e i 10 anni, a seconda del tipo di dispositivo e dell’utilizzo.
- La sostituzione del generatore è un intervento più semplice dell’impianto iniziale, poiché generalmente gli elettrocateteri possono essere mantenuti.
- Quando la batteria inizia a esaurirsi, il dispositivo può emettere dei segnali acustici di avvertimento, ma c’è sempre un ampio margine di sicurezza prima dell’esaurimento completo.
Aspetti psicologici e sociali
Accettazione e adattamento
Vivere con un dispositivo cardiaco implica anche un processo di accettazione e adattamento psicologico. La testimonianza di Francesca, una giovane donna con cardiomiopatia ipertrofica e un defibrillatore sottocutaneo, illustra questo percorso:
“All’inizio ero convinta che non mi sarebbe mai servito. L’avevano definito un possibile paracadute, un dispositivo silente che in caso di necessità sarebbe intervenuto. E invece mi ha salvato le penne”.
Registri e ricerca
In Italia, esistono importanti iniziative di registrazione e monitoraggio dei dispositivi cardiaci impiantabili:
- Il Registro Italiano Pacemaker (RIP), fondato alla fine degli anni ’70, e il Registro Italiano Defibrillatori raccolgono dati su tutti gli impianti effettuati in Italia.
- Il RIDEP (Registro Italiano Defibrillatori e Pacemaker) rappresenta un’evoluzione di questi registri e mira a raccogliere dati amministrativi ed economici, oltre a monitorare la performance dei dispositivi.
- La partecipazione a questi registri contribuisce all’avanzamento della ricerca scientifica e al miglioramento della qualità delle cure.
Conclusione
Vivere con un pacemaker o un defibrillatore oggi significa poter condurre una vita piena e attiva, con poche limitazioni. Grazie agli avanzamenti tecnologici, questi dispositivi sono diventati sempre più sicuri, efficaci e discreti. Sebbene ci siano alcune precauzioni da seguire, queste non impediscono di godere della maggior parte delle attività quotidiane.
L’elemento fondamentale per una buona qualità di vita è la conoscenza: essere ben informati sul proprio dispositivo, sulle sue caratteristiche e sulle eventuali limitazioni aiuta a gestire al meglio la propria condizione. Altrettanto importante è il supporto psicologico e sociale, che può venire sia dai professionisti sanitari che dalle associazioni di pazienti e dalle comunità online.
